
Riccardo Dalisi, nato a Potenza il primo maggio del 1931, fino al 2007 ha ricoperto la cattedra di Progettazione architettonica presso la facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Federico II di Napoli.
Presso la stessa facoltà è stato direttore della Scuola di specializzazione in disegno industriale. Negli anni Settanta, assieme a Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Andrea Branzi e altri, è stato tra i fondatori della Global Tools, contro-scuola di architettura e design che riuniva i gruppi e le persone che in Italia coprivano l’area più avanzata della cosiddetta “architettura radicale” intorno alle riviste “Casabella” e “Spazio e società”.
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Caffettiera animata
Riccardo Dalisi ha ricevuto il Premio Compasso d’Oro per la ricerca sulla caffettiera napoletana nel 1981. Le caffettiere della prima serie sono state esposte al MoMa di New York e, da lì, sono arrivate in diversi musei europei e americani. Negli anni si sono susseguite numerosissime serie: caffettiere cavalieri, guerrieri, arcieri, samurai fino a Totocchio (personaggio a metà tra Totò e Pinocchio) che hanno costituito l’“Opera buffa del design”. …
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Geometria generativa
Partiamo dal quadrato, facciamolo scendere dalla sua idealità, dal suo assoluto (solo mentale), visualizziamo un “perfetto”, sottilissimo disegno… vediamolo immerso in una “realtà pulsante”…
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Compasso
L’idea del compasso si presta ad un decoro dinamico che appare subito interessante, foriero di sviluppi. Una composizione armonicamente concepita, tagliata in due, aprendola e chiudendola produce profondi dinamismi e curiosità…
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Esagono
Si dice che è creativo chi riesce nel suo campo a tirar fuori qualcosa di “nuovo” capace di proiettarsi nel futuro. In un certo qual modo crea il futuro, contribuisce a determinarlo. Basta questo a cogliere il potenziale sociale che vi è in questo termine. La creatività è fondamentale per la vita presente, per la felicità delle persone singole e per l’intera comunità…
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Manipolare il caos
L’impressione feconda, mista a timore, è che si ripercorra una via del disordine con un senso guida che si rivela a tratti incoerente, costellato di una particolare attenzione e curiosità per le forme inaspettate dei residui che possono essere metallici oppure di carta o di qualsiasi altro materiale…
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Metodo-non metodo
Il da farsi nasce dall’incontro, dalla freschezza del contatto emozionale, se vogliamo emotivo, dallo slancio che l’incontro in un certo senso richiede. “So di non sapere”. Non so quale potrà essere lo slancio consentito. Tutto ciò non è per nulla improvvisato, anzi, è sommamente “preparato” perché vengono messe in allerta le proprie possibilità immaginative, la propria esperienza, il proprio status…
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Volto geometrico
Sono davanti a me due giardinieri anziani che si affannano a rastrellare l’erba tagliata, i corpi dalle proporzioni disarmoniche, le rughe, le ombre taglienti che scolpiscono in modi diversi e cangianti, i gesti, il cappellino e la tuta coloratissima di uno dei due, la camicia a quadroni, i rastrelli; è tutto un gioco molteplice, arruffato di segni, di forme, di colori, di ombre...
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